Come è fatto un CW Paddle?

Il paddle per telegrafia di TSP S.r.l. è un semplice, compatto e leggero stick realizzato in FR4 sul quale sono montati alcuni componenti elettronici. Questi realizzano le commutazioni necessarie a far trasmettere alle nostre radio il punto e la linea caratteristici del codice Morse. Maggiori informazio puoi trovarle in questo articolo.

Se sei curioso di vedere come è fatto questo breve filmato è per te.

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Panadapter SDR per IC-746PRO

Ancora un altro articolo che mostra come la scheda IFace di TSP S.r.l. può essere impiegata praticamente in tutte le nostre radio, moderne o datate che siano, per migliorare la qualità della ricezione. Qui di seguito vi illustro come può essere montata nel ICOM IC-746PRO.

Il prelievo della IF, rispetto al collegarsi in parallelo all’ingresso di antenna, dà qualche vantaggio in termini di dinamica, soprattutto utilizzando ricevitori SDR economici. Di seguito trovate parti dello schema elettrico per avere tutti i riferimenti del caso.

Da notare che questa radio ha diverse frequenze intermedie: scegliamo ovviamente la prima. Dalle immagini che segue si può vedere dove prelevare il segnale IF. Fare click sul ciascuna di esse per ingrandirla.

Le immagini che seguono invece mostrano saldare i vari conduttori elettrici sulla scheda di media frequenza del IC-746PRO.

Il PTT è facilmente prelevabile: serve a mettere in stand-by la IFace durante la trasmissione.

L’immagine che segue mostra dove è localizzata la scheda IF all’interno della radio.

Per ogni dubbio non esitate a scrivermi o a richiedere informazioni a TSP S.r.l.

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Panadapter SDR per R-5000

La scheda IFace di TSP S.r.l. può essere impiegata praticamente in tutte le nostre radio, moderne o datate che siano. Qui di seguito vi illustro come può essere montata nel ricevitore Kenwood R-5000

Innanzi tutto si tratta di un ricevitore, quindi non avremo (e non servirà) il segnale del PTT, la scheda potrà cioè restare perennemente operativa senza necessità di silenziarla. Questo semplifica ulteriormente l’installazione.

Si inizia come sempre con il cercare il punto dove prelevare la prima media frequenza, tra il mixer ed il filtro passa banda (anche chiamato roofing filter). Per il R-5000 la frequenza in questione è di 58.1125 MHz ed è unica sia per HF che VHF.

Le immagini che seguono mostrano lo schema a blocchi della radio ed è quindi facile capire dove andare a prelevare la IF. Si può notare che i segnali dalle HF e dalle VHF giungono al filtro passabanda da due percorsi diversi. Dovremo quindi prelevare la IF proprio all’ingresso del filtro.

Per quanto riguarda l’alimentazione si trova con facilità un punto dove prelevare 9V: dal 7809 mostrato in figura (IC14) si può ottenere la corrente che occorre per la IFace.

A questo punto non resta che localizzare sul PCB i punti sui quali collegarsi. Le immagini che seguono mostrano la facilità di accesso ai punti prescelti.

Grazie per questa foto a Salvatore IW9DMW.

Per maggiori dettagli visitate il sito di TSP e la pagina relativa al R-5000.

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Panadapter SDR per TS-2000

Ed è arrivato anche il momento di installare la scheda IFace di TSP S.r.l. sul Kenwood TS-2000.

Ciò che si ottiene inserendo la IFace all’interno di una radio, in questo caso il TS-2000, è mostrato nei seguenti video, uno per la ricezione in CW e l’altro in SSB.

Il prelievo della IF, rispetto al collegarsi in parallelo all’ingresso di antenna, dà qualche vantaggio in termini di dinamica, soprattutto utilizzando ricevitore SDR economici. Di seguito trovate parti dello schema elettrico per avere tutti i riferimenti del caso.

Da notare che questa radio ha diverse frequenze intermedie a seconda dalla banda impiegata. In HF ne utilizza due, molto vicine e dallo stesso mixer, quindi nessun problema per la IFace. Dalle immagini che segue si può vedere dove prelevare il segnale IF. Fare click sulle immagini per ingrandire.

Il PTT non è richiesto perché questa radio disabilita il circuito di ricezione quando va in trasmissione, quindi potete tranquillamente non utilizzarlo.

Le immagini che seguono invece mostrano saldare i vari conduttori elettrici sulla scheda di media frequenza del TS-2000.

Per ogni dubbio non esitate a scrivermi o a richiedere informazioni a TSP S.r.l.

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Attenti allo switching

“Gli alimentatori switching, del tipo per i LED, vanno bene anche per le radio!”. Quante volte avete sentito frasi di questo tipo? Prima di prendere una posizione netta bisognerebbe avere qualche dato tra le mani, o sbaglio? Perciò mi sono messo a cercare in rete e, onestamente, non ho trovato molto. Mentre tanti ne parlano, perché nessuno pubblica dati chiari e indiscutibili. Parlo di prove semplici, di quelle che anche chi non è espero può capire. Perché?

Partiamo dall’esaminando, un alimentatore switching da 30 A a 12 V del tipo mostrato nella figura sopra.

Premessa: queste misure si riferiscono a questo alimentatore; non è detto che altri si comportino meglio o anche peggio. Questo è solo un invito a riflettere prima di parlare o di collegare una radio ad un alimentatore qualsiasi.

Carico di test: lampada alogena da auto da 60 W, quindi un resistore.

Per il test ho utilizzato un oscilloscopio digitale con 1GS/s e 100 MHz di banda passante. La sonda di misura è una 10X opportunamente compensata; canale di ingresso impostato in modalità AC così da rimuovere la componente continua e poter misurare solo la componente non costante.

Cosa ho trovato? Lo vediamo nelle immagini che seguono.

La prima mostra il rumore sulla tensione di uscita (13.8 V) senza carico, cioè con la lampadina scollegata. Si nota un segnale periodico (circa 20 μS) piuttosto intenso: oltre 1 Vpp. Senza entrare nei dettagli dell’analisi in frequenza, si vede chiaramente che si tratta di tutto tranne che di una tensione DC pura.

Nell’immagine che segue viene mostrata la componente AC della tensione di uscita quando viene collegata la lampadina, cioè viene a circolare una corrente di circa 5,75 A (2,4 Ω @ 13,8 V). Come si può notare l’ampiezza dei picchi si è ridotta ma sono aumentate le componenti a varie frequenze.

Dalle due immagini che segue si può vedere meglio cosa abbiamo in uscita quando viene richiesta una corrente non trascurabile (paragonabile a quella richiesta da un RTX veicolare V/UHF a media potenza). La prima mostra la parte AC della tensione di uscita con una risoluzione verticale più alta, 200 mV/div anziché 500 mV/div. La seconda invece mostra questo ultimo segnale con in aggiunta una migliore risoluzione nel tempo, 5 μS contro i 20 μS iniziali.

Si nota nettamente che la componente AC sulla tensione di uscita dell’alimentatore non è assolutamente adatta alle nostre radio. Essendo abituati ai pochi mV degli alimentatori lineari, trovarsi un rumore di centinaia di mV non è affatto cosa da trascurare. E’ vero che la frequenza a cui si trova questo rumore è ben oltre la banda audio (quindi forse potremo non accorgercene), ma non possiamo sapere quali effetti può provocare alla circuiteria della nostra radio.

Infine, per fare un paragone, vi mostro cosa si ha in uscita da un alimentatore lineare CEP modello 30HA2 in servizio da circa 25 anni: un segnale DC praticamente puro!

Spero queste note vi siano utili per riflettere sui vostri acquisti.
Buona attività radio a tutti.

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Panadapter SDR per TS-530s

Eccoci qua a parlare di come interfacciare una radio decisamente datata ad uno di quei ricevitori SDR su USB tipo il noto RTL-SDR come già fatto per lo Yaesu FT-450D in questo articolo. Il software da utilizzare sul computer può essere a scelta tra SDR#, SDR Console, HDSDR o altri.

Radio di 40 anni fa non avevano display su cui mostrare il waterfall della banda sulla quale stiamo lavorando. In alcuni casi era possibile acquistare accessori quali analizzatori di spettro, ma lì finiva. Con la interfaccia IFace di TSP è invece possibile aggiungere filtri digitali in ricezione, analizzatore di spettro e waterfall intorno alla frequenza impostata sulla nostra radio e aggiungere anche più ricevitori così da per operare in split-frequency (per esempio) o ascoltare più QSO contemporaneamente.

Come si fa? O meglio, in che consiste la interfaccia IFace?

Nella maggior parte dei lavori pubblicati in rete si propone di prelevare il segnale dalla media frequenza della radio. E su questo credo non si possa non essere d’accordo. Ovviamente il prelievo va fatto all’uscita del mixer ma prima del filtro di media frequenza, altrimenti addio spettro a larga banda. Altri propongono di collegarsi all’ingresso del primo mixer, dopo gli stadi di preamplificazione e di filtraggio di banda: in questo modo sfruttano l’agilità in frequenza del ricevitore SDR per sintonizzarsi dove preferiscono (indipendentemente dal VFO). Ma c’è un inconveniente, dopo i filtri di banda non si ha più tutto lo spettro HF a disposizione ma solo una ristretta porzione. In altre bande, VHF e UHF ad esempio, il discorso invece può avere senso perché il rapporto tra la larghezza di banda e la frequenza centrale (ex. 2 MHz a 145 MHz) è molto più basso.

In ogni caso questo “prelievo” di segnale va fatto bene limitando gli effetti indesiderati sulla catena di ricezione della nostra radio (calo dell’intensità del segnale, cambiamento di impedenza etc) ma non a tutti è chiaro questo concetto. Il risultato che si può ottere è mostrato in questo video.

In poche parole la IFace è un buffer, cioè un circuito con guadagno unitario che replica in uscita il segnale di ingresso senza andare a caricare il circuito sorgente. Questo è molto importante perché andare ad alterare il carico visto dai circuiti di media frequenza di un qualsiasi ricevitore in generale non è mai una buona cosa. Spesso, infatti, i circuiti a radiofrequenza modificano la loro risposta in frequenza dipendentemente dall’impedenza di carico. Perciò per non “disturbare” il funzionamento del nostro RTX dovremo spillare quanta meno potenza possibile dal circuito di ricezione e per farlo serve appunto un buffer, ovvero un circuito che effettui una copia del segnale “senza alterarlo”. Il segnale che dovremo andare a replicare è quello di media frequenza e più precisamente la prima così da non avere limitazioni sulla larghezza di banda dovute ai filtri IF. Dovremo quindi prendere lo schema elettrico della nostra radio e trovare il punto esatto dove prelevare il segnale: in generale è all’uscita del mixer di media frequenza.

Le immagini che seguono mostrano dove si trova questo punto nel TS-530s. La prima mostra l’interno della radio, la seconda il layout della scheda di media frequenza.

Successivamente si saldano dei piccoli cavi coassiali tra questo punto all’uscita del mixer e l’ingresso della IFace, tra l’uscita della IFace ed un connettore coassiale per l’invio del segnale al ricevitore SDR e quelli per l’alimentazione. Tutto ciò è mostrato nelle immagini seguenti.

Una volta terminato il montaggio il risultato è visibile in questo video.

Tutto ciò può essere tranquillamente migrato su qualsiasi altro RTX: in altri articoli ne parleremo.
Per domande o curiosità scrivetemi o visitate www.tspelettronica.com.

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Panadapter SDR per FT-450D

Eccoci qua a parlare di come interfacciare una radio piuttosto moderna ad un ricevitore SDR su USB (ex. RTL-SDR) così da avere a video il waterfall della banda sulla quale stiamo lavorando. Ma non solo, potremo avere a disposizione anche i filtri che software come HDSDR e simili mettono a disposizione oppure potremo ricevere altre comunicazioni su frequenze adiacenti a quella in ascolto sulla nostra radio.

Come si fa? Dei diversi lavori pubblicati in rete, molti propongono di prelevare il segnale dalla media frequenza della radio. E su questo credo non si possa non essere d’accordo. Ovviamente il prelievo va fatto all’uscita del mixer ma prima del filtro di media frequenza, altrimenti addio spettro a larga banda. Altri propongono di collegarsi all’ingresso del primo mixer, dopo gli stadi di preamplificazione e di filtraggio di banda: in questo modo sfruttano l’agilità in frequenza del ricevitore SDR per sintonizzarsi dove preferiscono (indipendentemente dal VFO). Ma c’è un inconveniente, dopo i filtri di banda non si ha più tutto lo spettro HF a disposizione ma solo una ristretta porzione. In altre bande, VHF e UHF ad esempio, il discorso invece è fattibile perché il rapporto tra la larghezza di banda e la frequenza centrale (ex. 2 MHz a 145 MHz) è molto più basso.

In ogni caso questo “prelievo” di segnale va fatto bene limitando gli effetti indesiderati sulla catena di ricezione della nostra radio (calo dell’intensità del segnale, cambiamento di impedenza etc) ma non a tutti è chiaro questo concetto. Il risultato che si può ottere è mostrato in questo video.

Il lavoro qui proposto si basa sulla scheda IFace prodotta da TSP S.r.l. il cui scopo è quello di “replicare” un segnale senza “disturbare” la sorgente. In altre parole si tratta di un amplificatore a guadagno unitario a larga banda e ad alta impedenza di ingresso, ovvero di un buffer.

La scheda va installata all’interno della radio in una posizione possibilmente prossima ai circuiti del mixer di media frequenza.

Dalle seguenti immagini si può vedere la semplicità della installazione all’interno del FT-450D.

Il conduttore di colore rosso e quello nero sono utilizzati per alimentare il buffer attraverso la tensione di 13V interna alla radio. Il conduttore bianco è utilizzato per prelevare il segnale IF alla frequenza di 68,899 MHz e quello rosa per il segnale di TX (PTT).

Le immagini seguenti invece mostrano schema elettrico e layout della scheda di media frequenza così da capire dove collegare la IFace

Per maggiori informazioni e per acquistare la IFace visita https://www.tspelettronica.com/2019/01/19/iface/

Best 73 e buon divertimento de IZ0ABD