Panadapter SDR per FT-450D

Eccoci qua a parlare di come interfacciare una radio piuttosto moderna ad un ricevitore SDR su USB (ex. RTL-SDR) così da avere a video il waterfall della banda sulla quale stiamo lavorando. Ma non solo, potremo avere a disposizione anche i filtri che software come HDSDR e simili mettono a disposizione oppure potremo ricevere altre comunicazioni su frequenze adiacenti a quella in ascolto sulla nostra radio.

Come si fa? Dei diversi lavori pubblicati in rete, molti propongono di prelevare il segnale dalla media frequenza della radio. E su questo credo non si possa non essere d’accordo. Ovviamente il prelievo fa fatto all’uscita del mixer ma prima del filtro di media frequenza, altrimenti addio spettro a larga banda. Altri propongono di collegarsi all’ingresso del primo mixer, dopo gli stadi di preamplificazione e di filtraggio di banda: in questo modo sfruttano l’agilità in frequenza del ricevitore SDR per sintonizzarsi dove preferiscono (indipendentemente dal VFO). Ma c’è un inconveniente, dopo i filtri di banda non si ha più tutto lo spettro HF a disposizione ma solo una ristretta porzione. In altre bande, VHF e UHF ad esempio, il discorso invece è fattibile perché il rapporto tra la larghezza di banda e la frequenza centrale (ex. 2 MHz a 145 MHz) è molto più basso.

Inogni caso questo “prelievo” di segnale va fatto bene limitando gli effetti indesiderati sulla catena di ricezione della nostra radio (calo dell’intensità del segnale, cambiamento di impedenza etc) ma non a tutti è chiaro questo concetto. Il risultato che si può ottere è mostrato in questo video.

Il lavoro qui proposto si basa sulla scheda IFace prodotta da TSP S.r.l. il cui scopo è quello di “replicare” un segnale senza “disturbare” la sorgente. In altre parole si tratta di un amplificatore a guadagno unitario a larga banda e ad alta impedenza di ingresso, ovvero di un buffer.

La scheda va installata all’interno della radio in una posizione possibilmente prossima ai circuiti del mixer di media frequenza.

Dalle seguenti immagini si può vedere la semplicità della installazione all’interno del FT-450D.

Il conduttore di colore rosso e quello nero sono utilizzati per alimentare il buffer attraverso la tensione di 13V interna alla radio. Il conduttore bianco è utilizzato per prelevare il segnale IF alla frequenza di 68,899 MHz e quello rosa per il segnale di TX (PTT).

Le immagini seguenti invece mostrano schema elettrico e layout della scheda di media frequenza così da capire dove collegare la IFace

Per maggiori informazioni e per acquistare la IFace visita https://www.tspelettronica.com/2019/01/19/iface/

Best 73 e buon divertimento de IZ0ABD

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KiwiSDR Vs NESDR

Finalmente vi presento il primo test sul campo del KiwiSDR.

Più che un test è una prova comparativa con un NESDR, uno dei tanti ricevitori SDR basati sul chip RTL2832. Ho voluto utilizzare questo ricevitore economico perché molti di noi ne posseggono almeno uno e quindi è facile avere un termine di riferimento comune.

L’antenna utilizzata per il test è ovviamente la stessa e viene di volta in volta commutata da un ricevitore all’altro.

Il video dura una ventina di minuti perciò mettetevi comodi e buona visione.

Best 73 de IZ0ABD Francesco

KiwiSDR: (intanto) l’ho montato!

Qualche settimana fa mi è arrivato il KiwiSDR, un ricevitore HF in tecnologia SDR pronto per essere connesso in rete e quindi condiviso. Si possono connettere fino a 4 utenti contemporaneamente e in un primo video mostro ciò che è compreso nella confezione.

In un secondo video mostro invece come si assembla in quanto prima di essere installato è necessario provvedere ad un veloce inserimento nel suo contenitore, quello fornito nel kit.
Le sue caratteristiche tecniche lo rendono molto interessante e la qualità di ricezione non è davvero male. Appena possibile farò un video dedicato alla configurazione ed al suo funzionamento, ma nel frattempo vi riporto le caratteristiche principali:

  • porta fast ethernet 100 Mbps
  • interfaccia web OpenWebRX
  • ricevitore GPS con antenna esterna su connettore SMA – viene usato anche per compensare il drift dell’oscillatore della FPGA
  • connettore SMA per il ricevitore da 10 kHz a 30 MHz
  • alimentazione 5V / 1A (connettore DC coassiale da 2.1mm)
  • dimensioni: 124 x 83 x 34 mm.

Entrambi i video sono incorporati qui di seguito: buona visione!

Best 73 de IZ0ABD Francesco

Poor man’s Morse key

Se si chiede a Google (o ad altri motori di ricerca) di trovarci tutto ciò che esiste in rete per quanto riguarda “Poor man’s Morse key” il risultato sarà una valanga di pagine che descrivono esperimenti e realizzazioni più o meno interessanti. E non potevo quindi non dare anche io il mio contributo, hi!

Perciò quello qui descritto è proprio un tasto per telegrafia di tipo verticale il cui costo di realizzazione è inferiore a 10€: come recita il titolo si tratta di un tasto per “l’uomo povero”. Povertà e scherzi a parte, avevo voglia di tentare una realizzazione tenendo ben presente che:

  • il costo doveva essere inferiore a 10€;
  • doveva essere semplice al punto che chiunque potesse realizzarlo;
  • doveva impiegare pezzi facilmente reperibili in qualsiasi ferramenta;
  • possibilmente doveva essere costruito riutilizzando parti già disponibili;
  • l’assemblaggio doveva essere veloce e a prova di “beeeeeeep”!

Penso di esserci riuscito! 🙂
Ma andiamo per passi iniziando dalla materia prima, il legno.

Avevo delle tavole da 2 metri avanzate dai lavori della casa, di quelle che si utilizzano per i controtelai delle porte. Impolverate e sporche di calce, ho pensato potessero essere della larghezza giusta per la base di un tasto, c’era solo da tagliarle della lunghezza giusta e pulirle a dovere. Detto fatto, il risultato è una tavoletta larga 10.5 cm, lunga 17 cm e spessa 1.8 cm. Vi pare abbastanza povera con i suoi difetti e le sue chiazze? A me sì, ma è quello che volevo! Non vi preoccupate, con un po’ di pazienza e di carta vetrata a grana fina si riesce a riportare il legno ad un aspetto più piacevole.

Per quanto riguarda il tasto su cui “sfogare” la nostra passione ho acquistato dei semplici pomelli in legno per ante di armadio: il costo non supera 1€. All’estremità inferiore c’è un dado per viti M4, quindi è facile fissarli. Ovvimente questi sono in legno non trattato, ma è quello che serve, vedremo dopo perché.

A questo punto vediamo le altre parti necessarie:

  • una bandella in ferro zincato con 4 fori lunga 12 cm, larga 1.5 cm e spessa 2 mm
  • delle viti e dei dadi M4 di lunghezza 25, 40 e 50 mm
  • due squadrette a 90° forate di lunghezza 30 + 30 mm, larghezza 15 mm
  • un particolare metallico a forma di U di lunghezza 35 mm, larghezza 15 mm, distanza tra le due parti di 15 mm – deve presentare 1 foro sul lato stretto e 2 alle estremità
  • due piastrini in plastica dello spessore di 1 mm per viti M4
  • una molla lunga (non compressa) circa 20 mm e nella quale possa scorrere una vite M4

Questo materiale è visibile nella fotografia seguente.
Si vede bena anche il pomello dopo il trattamento con cera per legno, colore noce. La si applica con un pennello dopo averla scaldata, poi si prende della carta da giornale e si comincia a girarcelo dentro così da distribuirla omogeneamente e da lucidarlo.

Come si vede dalla foto l’assemblaggio è molto semplice. Ricordatevi di mettere della supercolla (cianoacrilica) tra la staffa ad U e la bandella da 12 cm e poi serrate bene con una vite M4 da 25 mm: in questo modo l’unione sarà ancora più efficace e non si verificheranno rotazioni. Con una vite da 40 mm ed un dado fissate il pomello alla bandella da 12 cm come si vede nella seguente fotografia. Regolando la quantità di vite inserita nel pomello si varia la distanza della corsa del tasto.

La vite sul primo foro a sinistra e quella sul terzo sono entrambe da 50 mm: la prima servirà da fine corsa al momento del rilascio, la seconda invece per regolare la forza da applicare sulla molla.
A questo punto prendiamo un’altra vite da 25 mm, 2 dadi e due piastrini e vincoliamo il tasto alla base (che avremo anche trattato con la cera per legno e poi lucidato) attraverso le due staffe angolari da 30 mm. La vite, partendo dal lato della testa, incontrerà in sequenza la staffa ad U, il piastrino di plastica, la parte verticale del primo angolare, il secondo angolare, il secondo piastrino in plastica, l’altra estremità della staffa ad U e due dadi per il serraggio.
Gli angolari a 90° sono vincolati al legno con 4 viti autofilettanti da 20 mm e 3 mm di diametro: fate attenzione al loro posizionamento affinché siano alla distanza giusta per non avere gioco tra le parti. E’ meglio fissarne prima uno soltanto, poi trovare la posizione per il secondo con tutto il sistema di movimento montato.
La molla va a battere direttamente sul legno ed è tenuta in posizione da due dadi M4 posti quasi al termine della vite da 50 mm (regolando la posizione dei dadi si regola la forza da applicare). Il risultato è quello che vedete nell’immagine seguente.

Ora ci manca il contatto, forse la parte più importante perché senza di questo la radio non andrà mai in trasmissione. Per realizzarlo è sufficiente un’altra vite da 25 mm: praticheremo un foto da 4 mm nel punto in cui la testa della vite che tiene il pomello tocca il legno e ce la inseriremo. Poi useremo una vite da 40 mm per portare il contatto dalla parte opposta (vite in basso a sinistra nella foto seguente): a questa collegheremo uno dei due terminali del cavo per la radio mediante due piastrini ed un dado M4, l’altro andrà a quella del fine corsa. Utilizzate un sottile filo conduttore per portare il segnale tra le due viti e passatelo sul lato inferiore così che non si veda ed il gioco è fatto (vedete la seconda foto qui sotto).

Infine inserite dei gommini antiscivolo e fissateli con delle viti: il biadesivo sulla cera attacca male! Si trovano in negozi per articoli per la casa, una confezione da 9 pezzi l’ho pagata 99 centesimi di €.
Non dimenticate di inserire due piastrini metallici M4 e due dadi sulla vite del fine corsa, serviranno per bloccare l’altro cavo che andrà alla presa CW della radio.

Venuto bene il primo ne ho realizzato un secondo (che a dire il vero è venuto anche meglio) che ha subito preso la strada di casa di un neo-radioamatore di Perugia (piccolo regalino).

Segue la foto ricordo della coppia.

Riepilogando, posso sicuramente affermare di non avere speso più di 10€ e di avere costruito un tasto minimale ma che funziona bene (il contatto tra le due viti – per ora – è buono).
Un piccolo consiglio: per stendere la cera e farla assorbire bene ho utilizzato prima un pennello, ma successivamente ho impiegato un saldatore ad aria calda. In questo modo penetra in profondità e non si vedono le passate di pannello. Se non avete un saldatore di questo tipo un asciugacapelli potrebbe andare bene lo stesso.

Buona attività di autocostruzione e di trasmissione in telegrafia.

Best 73 de IZ0ABD Francesco

L’importanza di fare misure

A volte si dà per scontato che tutto funzioni correttamente, ma non sempre è così. E’ questo il caso del ripetitore radioamatoriale RU4 installato al Monte Terminillo che oramai da mesi disturba la frequenza di uscita di un altro ripetitore, il RU3a del Monte Tezio.

Nel video è presente una registrazione (del 29/11/2018) del suo beacon periodico. Si vedono chiaramente alcuni problemi:

  • la frequenza della portante è più bassa, rispetto alla nominale di 430.1 MHz, di circa 1.2 kHz;
  • la deviazione in frequenza è eccessiva rispetto alla canalizzazione di 12.5 kHz imposta per questo tipo di ripetitori;
  • la stabilità in frequenza non è molto elevata al punto che dallo spettrogramma è ben visibile come la traccia si sposti verso sinistra (frequenza più bassa) durante la trasmissione;
  • il segnale emesso, anche in assenza di parlato, occupa qualche kHz (dovrebbe esserci solo la portante a 430.1 MHz) – può essere dovuto ad un eccessivo livello di emissione del subtono? c’è qualche altro rumore sul segnale modulante?

Quando si trasmette è quindi buona norma controllare sempre ciò che la nostra antenna irradia, perché anche involontariamente potremmo arrecare disturbo ad altri. Questa analisi è stata fatta con un semplice ricevitore SDR connesso alla porta USB di un computer ed il software Console V.3.0.3: la spesa è minima, il risultato garantito.

Detto questo lascio a voi il giudizio con la speranza che presto potremo avere il ripetitore perfettamente centrato sulla corretta frequenza.

A qualcuno piace largo!

Ricevere immagini dalla ISS

201707210139Ricevere immagini dalla Stazione Spaziale Internazionale – ISS – non è affatto difficile. In pratica vi servono:

  • un’antenna omnidirezionale per le VHF (ex. Diamond X-50 è più che sufficiente)
  • un ricevitore in banda VHF da sintonizzare a 145,8 MHz in FM (può andare bene anche un ricevitore SDR USB tipo RTL-SDR)
  • un’interfaccia audio tra la vostra radio ed il computer (io uso un Signalink USB)
  • un programma di tracciamento della stazione (ex. Orbitron)
  • il programma di decodifica dalla Slow Scan TV (MMSSTV)

Qui non descriverò l’utilizzo dei vari programmi, magari questi saranno oggetto di un altro articolo, ma vi voglio solo mostrare il risultato. Qui di seguito troverete immagini ricevute con uno Yaesu FT-817 ed un’antenna omnidirezionale quale la Diamond X-50.

Qui di seguito trovate due video che mostrano il software MMSSTV al lavoro e fanno udire il tipico suono di una ricezione SSTV.

Altre informazioni sono disponibili direttamente sul sito del progetto ARISS.

Best 73 de IZ0ABD Francesco