Poor man’s Morse key

Se si chiede a Google (o ad altri motori di ricerca) di trovarci tutto ciò che esiste in rete per quanto riguarda “Poor man’s Morse key” il risultato sarà una valanga di pagine che descrivono esperimenti e realizzazioni più o meno interessanti. E non potevo quindi non dare anche io il mio contributo, hi!

Perciò quello qui descritto è proprio un tasto per telegrafia di tipo verticale il cui costo di realizzazione è inferiore a 10€: come recita il titolo si tratta di un tasto per “l’uomo povero”. Povertà e scherzi a parte, avevo voglia di tentare una realizzazione tenendo ben presente che:

  • il costo doveva essere inferiore a 10€;
  • doveva essere semplice al punto che chiunque potesse realizzarlo;
  • doveva impiegare pezzi facilmente reperibili in qualsiasi ferramenta;
  • possibilmente doveva essere costruito riutilizzando parti già disponibili;
  • l’assemblaggio doveva essere veloce e a prova di “beeeeeeep”!

Penso di esserci riuscito! 🙂
Ma andiamo per passi iniziando dalla materia prima, il legno.

Avevo delle tavole da 2 metri avanzate dai lavori della casa, di quelle che si utilizzano per i controtelai delle porte. Impolverate e sporche di calce, ho pensato potessero essere della larghezza giusta per la base di un tasto, c’era solo da tagliarle della lunghezza giusta e pulirle a dovere. Detto fatto, il risultato è una tavoletta larga 10.5 cm, lunga 17 cm e spessa 1.8 cm. Vi pare abbastanza povera con i suoi difetti e le sue chiazze? A me sì, ma è quello che volevo! Non vi preoccupate, con un po’ di pazienza e di carta vetrata a grana fina si riesce a riportare il legno ad un aspetto più piacevole.

Per quanto riguarda il tasto su cui “sfogare” la nostra passione ho acquistato dei semplici pomelli in legno per ante di armadio: il costo non supera 1€. All’estremità inferiore c’è un dado per viti M4, quindi è facile fissarli. Ovvimente questi sono in legno non trattato, ma è quello che serve, vedremo dopo perché.

A questo punto vediamo le altre parti necessarie:

  • una bandella in ferro zincato con 4 fori lunga 12 cm, larga 1.5 cm e spessa 2 mm
  • delle viti e dei dadi M4 di lunghezza 25, 40 e 50 mm
  • due squadrette a 90° forate di lunghezza 30 + 30 mm, larghezza 15 mm
  • un particolare metallico a forma di U di lunghezza 35 mm, larghezza 15 mm, distanza tra le due parti di 15 mm – deve presentare 1 foro sul lato stretto e 2 alle estremità
  • due piastrini in plastica dello spessore di 1 mm per viti M4
  • una molla lunga (non compressa) circa 20 mm e nella quale possa scorrere una vite M4

Questo materiale è visibile nella fotografia seguente.
Si vede bena anche il pomello dopo il trattamento con cera per legno, colore noce. La si applica con un pennello dopo averla scaldata, poi si prende della carta da giornale e si comincia a girarcelo dentro così da distribuirla omogeneamente e da lucidarlo.

Come si vede dalla foto l’assemblaggio è molto semplice. Ricordatevi di mettere della supercolla (cianoacrilica) tra la staffa ad U e la bandella da 12 cm e poi serrate bene con una vite M4 da 25 mm: in questo modo l’unione sarà ancora più efficace e non si verificheranno rotazioni. Con una vite da 40 mm ed un dado fissate il pomello alla bandella da 12 cm come si vede nella seguente fotografia. Regolando la quantità di vite inserita nel pomello si varia la distanza della corsa del tasto.

La vite sul primo foro a sinistra e quella sul terzo sono entrambe da 50 mm: la prima servirà da fine corsa al momento del rilascio, la seconda invece per regolare la forza da applicare sulla molla.
A questo punto prendiamo un’altra vite da 25 mm, 2 dadi e due piastrini e vincoliamo il tasto alla base (che avremo anche trattato con la cera per legno e poi lucidato) attraverso le due staffe angolari da 30 mm. La vite, partendo dal lato della testa, incontrerà in sequenza la staffa ad U, il piastrino di plastica, la parte verticale del primo angolare, il secondo angolare, il secondo piastrino in plastica, l’altra estremità della staffa ad U e due dadi per il serraggio.
Gli angolari a 90° sono vincolati al legno con 4 viti autofilettanti da 20 mm e 3 mm di diametro: fate attenzione al loro posizionamento affinché siano alla distanza giusta per non avere gioco tra le parti. E’ meglio fissarne prima uno soltanto, poi trovare la posizione per il secondo con tutto il sistema di movimento montato.
La molla va a battere direttamente sul legno ed è tenuta in posizione da due dadi M4 posti quasi al termine della vite da 50 mm (regolando la posizione dei dadi si regola la forza da applicare). Il risultato è quello che vedete nell’immagine seguente.

Ora ci manca il contatto, forse la parte più importante perché senza di questo la radio non andrà mai in trasmissione. Per realizzarlo è sufficiente un’altra vite da 25 mm: praticheremo un foto da 4 mm nel punto in cui la testa della vite che tiene il pomello tocca il legno e ce la inseriremo. Poi useremo una vite da 40 mm per portare il contatto dalla parte opposta (vite in basso a sinistra nella foto seguente): a questa collegheremo uno dei due terminali del cavo per la radio mediante due piastrini ed un dado M4, l’altro andrà a quella del fine corsa. Utilizzate un sottile filo conduttore per portare il segnale tra le due viti e passatelo sul lato inferiore così che non si veda ed il gioco è fatto (vedete la seconda foto qui sotto).

Infine inserite dei gommini antiscivolo e fissateli con delle viti: il biadesivo sulla cera attacca male! Si trovano in negozi per articoli per la casa, una confezione da 9 pezzi l’ho pagata 99 centesimi di €.
Non dimenticate di inserire due piastrini metallici M4 e due dadi sulla vite del fine corsa, serviranno per bloccare l’altro cavo che andrà alla presa CW della radio.

Venuto bene il primo ne ho realizzato un secondo (che a dire il vero è venuto anche meglio) che ha subito preso la strada di casa di un neo-radioamatore di Perugia (piccolo regalino).

Segue la foto ricordo della coppia.

Riepilogando, posso sicuramente affermare di non avere speso più di 10€ e di avere costruito un tasto minimale ma che funziona bene (il contatto tra le due viti – per ora – è buono).
Un piccolo consiglio: per stendere la cera e farla assorbire bene ho utilizzato prima un pennello, ma successivamente ho impiegato un saldatore ad aria calda. In questo modo penetra in profondità e non si vedono le passate di pannello. Se non avete un saldatore di questo tipo un asciugacapelli potrebbe andare bene lo stesso.

Buona attività di autocostruzione e di trasmissione in telegrafia.

Best 73 de IZ0ABD Francesco

Un pensiero su “Poor man’s Morse key

  1. Io non so se possa far piacere il mio commento…questo articolo è geniale e mi riporta anni addietro quando la passione dell’autocostruzione era il mio primo obiettivo da OM: oggi siamo tutti diversi così sommersi da tanta tecnologia di cui purtroppo siamo schiavi e di cui non possiamo purtroppo fare a meno.Grazie Francesco per averci ricordato oggi quanto è bello e soddisfacente tornare alle origini e divertici sano sfruttando la nostra creatività con con pochi ed umili elementi del vivere quotidiano!

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