DMR – operativi in 5 minuti

Ovviamente il titolo è una provocazione, ma nemmeno più di tanto, fidatevi!

Vediamo perché.

Una breve introduzione al DMR

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando DMR è l’acronimo di Digital Mobile Radio (per le specifiche tecniche si può visitare la pagina http://www.etsi.org/technologies-clusters/technologies/digital-mobile-radio) e nasce come sistema di comunicazione radio per uso civile. Per noi radioamatori sostanzialmente rappresenta l’alternativa digitale più diffusa alla classica FM (conosciamo anche D-Star e C4FM). Quindi parliamo di comunicazioni locali o su ponte ripetitore principalmente in VHF e UHF. In DMR ci sono indubbi vantaggi rispetto alla classica modulazione analogica FM:

  • maggiore robustezza – con la stessa potenza “si arriva più lontano”
  • qualità audio indipendente dall’intensità del segnale ricevuto (a patto che sia demodulabile, ovviamente)
  • maggiore efficienza spettrale – due QSO possono avvenire contemporaneamente sulla stessa frequenza

Questo ultimo punto è spiegabile visivamente attraverso la seguente immagine.

DMRvsFM

A sinistra abbiamo l’occupazione spettrale di una classica coppia di modulazioni analogiche radioamatoriali (ad esempio FM) canalizzate a 12,5 kHz. Si vede che il canale è occupato per tutto il tempo delle trasmissioni. Questa tecnica di accesso al canale si chiama FDMA – Frequency Division Multiple Access, cioè ad ognuno la sua porzione di spettro.

In DMR invece l’occupazione del canale avviene a divisione di tempo (TDMA – Time Division Multiple Access), sullo stesso canale, ovvero la trasmissione 1 dura per un intervallo di tempo prestabilito (30 ms), poi c’è una breve pausa e si passa alla trasmissione 2 e poi si ripete. Questi intervalli temporali si chiamano Time Slot 1 (TS1) e Time Slot 2 (TS2). Quando dovremo andare in trasmissione, o anche semplicemente quando saremo in ricezione, dovremo sapere su quale Time Slot “sintonizzare” (non più solo in frequenza ma anche nel tempo) il nostro ricetrasmettitore. Ovviamente se ci fosse una sola trasmissione questa impiegherebbe solo il suo slot temporale, non entrambi.

Oltre al TS1 o TS2 dovremo anche scegliere un altro parametro, il Talk Group (TG), ovvero un numero che indica il gruppo verso il quale o dal quale vogliamo indirizzare/ricevere la comunicazione. In pratica è una sorta di stanza virtuale, se entriamo in una non possiamo ascoltare ciò che viene detto in un’altra (anche se ci sono delle eccezioni ma non ne parleremo qui). Questo parametro è fondamentale perché è quello che ci permette di impegnare correttamente la frequenza per una diretta, il ripetitore o un’intera rete nazionale o sovranazionale. Un esempio: se trasmettiamo sul TG 9 di un certo ripetitore la comunicazione rimarrà locale nella zona coperta dal ripetitore; se passiamo al TG 222 invece andremo a trasmettere contemporaneamente su tutti i ripetitori italiani connessi alla stessa rete. E la cosa è notevolmente diversa.

Perché la qualità audio è superiore? Perché in analogico è più difficile avere rapporti S/N elevati. Nell’immagine che segue la linea grigia mostra l’andamento del rapporto segnale rumore di una tipica modulazione analogica al variare della potenza del segnale ricevuto. Considerando 12 dB un rapporto S/N accettabile per una comprensione del parlato senza troppe difficoltà, si vede chiaramente che la stessa si ottiene in DMR per una potenza RF in ingresso al ricevitore di oltre 3 dB inferiore. Questo significa che a parità di potenza potremo coprire una distanza maggiore (non il doppio, attenzione!!! piccolo esercizietto…) o che a parità di distanza potremo impiegare meno potenza (quanta di meno??? altro piccolo esercizietto…).

DMR-Analog

Iniziamo con la programmazione

Innanzi tutto in DMR ciò che viene trasmesso non è solo la voce ma anche altre informazioni, tra le quali il vostro identificativo (ID), che non è ovviamente il nominativo rilasciato dal ministero. Avete già il vostro ID DMR? Se sì andiamo avanti, altrimenti dovrete ottenerne uno prima di procedere. La procedura è rapida e gratuita e richiede l’inserimento di poche basilari informazioni a questo indirizzo: https://www.radioid.net/register

Fatto questo cerchiamo di capire cosa è necessario fare per due ipotetiche situazioni:

  1. comunicazione attraverso un ripetitore DMR
  2. comunicazione in diretta senza ripetitore

Le impostazioni che seguono sono relative al TYT MD-390 GPS (monobanda UHF – ne ho due e fanno egregiamente il loro dovere), ma le ho migrate con adattamenti veramente minimi anche su di un TYT MD-2017 (bibanda VHF – UHF). Per altri ricetrasmettitori le impostazioni sono simili, la cosa importante ora è trasferirvi quelle poche informazioni di base che vi serviranno per essere autonomi.

Tutto ciò che vi occorre è:

  • la radio (ovviamente, hi)
  • il cavo di programmazione a corredo del vostro apparato (se non ce l’avete forse questo può tornarvi utile)
  • un computer
  • il software di programmazione del codeplug, il file di configurazione della radio scritto in un formato comprensibile al processore della radio e che nella memoria di questa andrà scaricato (per il TYT MD-390 potete scaricarlo dal mio DropBox)

Prima di tutto installiamo il software di programmazione (o di generazione del codeplug): per la mia radio si chiama CPS MD390, per altre dovreste averlo in un CD o nel sito del produttore. Al termine dell’installazione avviatelo, dovreste trovarvi davanti ad una schermata come questa.

cps1

Cosa dovete notare tra le tante cose che vi appaiono a schermo? Innanzi tutto ci viene indicata correttamente la banda sulla quale potrà operare la nostra radio e la versione del software per il codeplug (in questo 1.37).

Facendo click sul menu di sinistra su “General Setting” ci apparirà la prima schermata (vedi immagine seguente) dove dovremo inserire alcune semplici informazioni quali:

  • il nome da dare alla radio
  • il nostro ID DMR
  • la password per la programmazione da PC (io non l’ho inserita)
  • la password per programmare la radio dalla radio
  • il testo da fare apparire all’accensione (Intro Screen)

cps2

Andiamo ora alla voce di menu “Digital Contacts”. Come vedete dall’immagine qui di seguito si tratta di creare una lista che in apparenza sembra banalmente noiosa (e lo è in effetti) ma è importante perché, come detto sopra, i TG sono fondamentali. Per ora limitatevi ad inserire il TG 9 (locale), il TG 99 (diretta) e il TG 222 (nazionale Italia). Nella colonna “Contact Name” potrete inserire il nome che più vi piace, ovviamente.

cps3

Passiamo ora alle impostazioni dei canali, ovvero ad inserire le frequenze ed i modi di trasmissione e ricezione.

Iniziamo con il canale simplex per la diretta DMR da radio a radio, nessun ripetitore. La frequenza può essere scelta a piacimento (rispettando il bandplan), ma per convenzione si usa 433,450 MHz. Io ho chiamato il mio canale “Diretta 1D”. Fondamentali sono i seguenti parametri:

  • Channel Mode -> “Digital”
  • Band Width -> “12,5 kHz”
  • RX e TX frequency -> “433.45000”
  • Contact Name -> “Diretta 99” (o TG 99 o come l’avrete chiamato voi)
  • Group List può essere saltato, serve per inserire il canale in delle liste di ascolto per le scansioni
  • Color Code -> “1” (è un codice che potremmo paragonare al CTCSS e tra i radioamatori viene costantemente impostato ad 1)
  • Repeater Slot -> “1” (in diretta si usa il TS1)
  • Privacy -> “None” (questa è la cifratura, in DMR si può criptare la comunicazione)

Tutti i parametri da inserire (anche quelli non essenziali) sono mostrati nell’immagine seguente.

cps4

Impostiamo ora due canali per operare tramite un ripetitore: la differenza rispetto alla diretta sta nel mettere le frequenze giuste e cambiare il “Contact Name” e il “Repeater Slot”. Nelle due immagini che seguono troverete i parametri per un ripetitore di Perugia: ovviamente dovrete impostare le frequenze corrette per quello della vostra zona. In ogni caso per comunicazioni locale si usa il TG 9 su TS2, per quelle nazionali italiane (altri stati hanno altri codici) il TG 222 su TS1. I canali da me memorizzati sono chiamati rispettivamente “Perugia TG9” e “Perugia TG222”.

cps5cps6

A questo abbiamo quasi terminato, dovremo solo assegnare i nostri canali ad una zona. Ma cosa è una zona? Fondamentalmente una cartella che contiene un certo numero di canali così che possiamo raggrupparli appunto per zona (esempio nord, centro e sud Italia) o a nostro piacimento. A tal proposito osservate l’immagine seguente: facendo click su Zone Information dal menu di sinistra vi si aprirà la finestra dove potrete inserire il nome della zona e a questa assegnare i canali premendo sul pulsante Add (verranno spostati nel riquadro di destra).

cps7

Nel nostro caso quindi potremo chiamare la zona “Locale” e assegnarle i canali “Perugia 222”, “Perugia TG9” e “Diretta 1D” (nell’immagine sopra ovviamente ce ne sono anche altri perché è uno screenshot della configurazione che realmente è nella mia radio, non è teoria, hi!).

A questo punto salvate e assegnate a questa configurazione il nome che preferite. Il programma salverà un file con estensione rdt che potrete riaprire e modificare quando vorrete.

Ora collegate la radio al computer mediante il cavo di programmazione e accendetela come fareste normalmente (in Windows 10 non dovreste avere problemi di driver, non serve installarne, la rinoscerà automaticamente). Una volta che il vostro OS l’avrà riconosciuta la vedrete indicata tra i vari dispositivi collegati al computer (osservate le due immagini seguenti). Ovviamente questo vale per TYT, non è detto che valga per tutte le radio, controllate, lo do per scontato!

Per programmare la radio ora è sufficiente fare click sul menu Program e poi su Write Data (o Ctrl W o premere il tasto evidenziato nella seguente immagine).

cps10

Per avviare il download del codeplug nella radio premere sul pulsante OK e attendere qualche secondo. Al termine la radio si riavvierà e sarete pronti a trasmettere.

Ci sono voluti 5 minuti sì o no?

Buoni QSO de IZ0ABD / AI4YI Francesco

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